Lorenzo Thione, l’uomo che ha fatto “Bing”
Di cognome fa Thione e anche sentirlo parlare non si direbbe che è nato a Mariano Comense, in provincia di Como. Infatti l’intervista la facciamo metà in inglese perché l’italiano sembra averlo dimenticato, o quasi. Lui è Lorenzo Thione, alias Mister Bing, l’uomo a capo del dell’omonimo progetto di Microsoft , ovvero il motore di ricerca che sta cercando di soffiare il posto a Google. Thione ha 30 anni, dei quali gli ultimi sette trascorsi negli Stati Uniti, dopo aver abbandonato il Politecnico di Milano per una borsa di studio all’Università del Texas. Cresciuto a Milano, a 23 anni Thione fonda Powerset, azienda acquistata nel luglio 2008 da Microsoft per una cifra che si aggira intorno ai 100 milioni di dollari.
Lorenzo, cosa consiglieresti ai giovani italiani con il pallino della tecnologia?
Di fare come me. Ogni progetto realizzato qui, specialmente in California, riceve una visibilità impensabile in altre parti del mondo. Oltre che a a darti la possibilità di realizzare qualcosa di ambizioso e innovativo, l’America ti permette di farlo conoscere e apprezzare. La Silicon Valley è il posto dove stare se si vuole fare questo mestiere.
Che legami hai mantenuto con l’Italia?
La mia famiglia abita in Italia, così come molti dei miei amici d’infanzia e dell’università. Torno un paio di volte all’anno, quando posso. C’è anche la possibilità, chissà, che si aprano opportunità di lavoro in Europa e in Italia e che quindi io torni definitivamente, ma al momento penso di restare negli Stati Uniti.
Cos’era Powerset e come sei entrato a far parte di Bing?
Innanzitutto, Powerset non è Bing. E’ la tecnologia che ho cominciato a sviluppare con alcuni soci e si tratta di un sistema creato per indicizzare i documenti in maniera semanticamente più corretta rispetto a Google e ad altri motori di ricerca, che, al contrario si basano sulla popolarità dei documenti, sulla frequenza e posizione statistica delle parole contenute in una ricerca. Bing era un progetto molto più grande che Microsoft stava già sviluppando da tempo. Si sono interessati a noi e hanno acquisito Powerset perché hanno visto nel nostro sistema di indicizzazione un mezzo utilissimo allo sviluppo di un nuovo motore di ricerca.
Cos’ha in più Bing rispetto a Google?
Direi la capacità di comprendere, in modo simile a quello della mente umana, il linguaggio in cui è stato scritto il documento che si vuole ricercare. La tecnologia Powerset, impiegata e perfezionata da Bing, è in grado di individuare quali sono le frasi di senso compiuto in un testo e quindi di effettuare una ricerca più completa a livello semantico.
Vi aspettavate un successo tale da suscitare l’interesse di un colosso come Microsoft?
Io e i miei soci abbiamo cominciato a creare Powerset con l’idea di competere direttamente con gli altri motori di ricerca, Google, Microsoft e Yahoo. Era il 2005 e l’idea era piuttosto ambiziosa, tanto che la stampa americana ne aveva parlato come della “battaglia tra Davide e Golia”. Ma i nostri investitori, che per questo motivo hanno deciso di finanziare il progetto, sapevano che c’erano grandi società interessate allo sviluppo di un’idea come la nostra. La battaglia era in realtà tra i giganti della tecnologia, e si stava facendo ogni giorno più agguerrita.
Cosa sta succedendo di interessante oggi nel mondo della tecnologia?
Il fenomeno dei social networks come Facebook o Twitter, che creano un continuo flusso di informazioni. I motori di ricerca stanno puntando sull’uso di questi potenti mezzi tecnologici per fare in modo che le persone riescano a trovare quello di cui hanno bisogno esattamente nel momento in cui ne hanno bisogno, senza neanche più doverlo cercare. Questo secondo me, sarà il futuro.
Maria Caspani

Ho letto di te e di bing sul wired. sappi che mi hai fottuto l’idea.cavolo non ci potevo credere. comunque congratulazioni.vorrà dire che mi inventerò qualcosaltro.6369616F206369616F!